Libro d’Ore di Vrelant

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, MS Acq. e Doni 147

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Libro d’Ore di Vrelant

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, MS Acq. e Doni 147

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TITOLI ALTERNATIVI – Officium Beatae Mariae Virginis secundum usum romanum – Libro d’Ore di Vrelant – Vrelant Book of Hours – Livre d’Heures Vrelant – Libro de Horas de Guillaume Vrelant – Vrelant-Stundenbuch.
DESCRIZIONE FISICA – Codice in pergamena, formato 260 x 180 mm, III-190-III carte (392 pagine). Di seguito – laddove si farà riferimento ad una specifica carta – verranno comprese nel conteggio anche le carte di guardia.
LEGATURA – Coperta in pelle marrone, impressioni a secco su entrambi i piatti, due bindelle in pelle con graffa sul piatto posteriore, contrograffe sul piatto anteriore. La legatura è quella originale del XV secolo. Nel XIX secolo è stata sottoposta ad un primo restauro che ha comportato – in particolare – la sostituzione della seconda controguardia, l’interfoliazione con veline di protezione, il rifacimento del dorso e l’aggiunta delle bindelle. Un secondo restauro è stato effettuato nel 1929, ma non ha comportato interventi sostanziali.
ORIGINE – La commissione del codice va collocata in Francia (Bretagna o Borgogna), ma la realizzazione è stata effettuata nelle Fiandre, probabilmente a Bruges (Belgio).
DATAZIONE – XV secolo (ca. 1455 – 1460).
COMMITTENZA – Si tratta di un dono sponsale, come spesso accadeva con i libri d’ore. Lo si evince dai tre blasoni alla c. 40v, il secondo dei quali – partito, ovvero diviso per metà da una linea verticale – riproduce il primo e il terzo. In questo modo lo scudo centrale simboleggiava l’unione di due famiglie attraverso il matrimonio dei loro esponenti. Il gallerista Tommaso Puccini (n. 1749, m. 1811), direttore delle Reali Gallerie fiorentine, descrisse così i due scudi originari: «[…] due stemmi, in uno dei quali tre Zampe d’uccello in oro, nell’altro tre Conchiglie pure in oro con sbarra rossa acuminata, su campo azzurro amendue.» L’intera relazione del Puccini, insieme a più recenti indagini, ci permettono oggi di affermare che il primo stemma apparteneva ad un esponente della famiglia Jaquotot – originaria della Borgogna -, il secondo ad un esponente della famiglia bretone dei De Brou. Questo prezioso dono di nozze venne commissionato con molta probabilità dalla madre dello sposo, rappresentata sempre alla c. 40v mentre prega con lo sguardo rivolto alla miniatura centrale dell’Annunciazione.
PROPRIETARI SUCCESSIVI – Nel XVIII secolo il codice è appartenuto al giurista e bibliofilo francese Michel Delacour-Damonville (n. 1690, m. 1756). Il suo nome (M. De la cour Damonville) compare su tre cartigli incollati alle cc. 3r e 14v.
COLLOCAZIONE ATTUALE – Nell’agosto del 1806 il libraio fiorentino Giuseppe Galier propose a Maria Luisa di Borbone-Spagna (n. 1782, m. 1824) tre codici: un salterio e due libri d’ore. Maria Luisa – già regina consorte d’Etruria a seguito del matrimonio con Ludovico I di Borbone, primo re d’Etruria (n. 1773, m. 1803) – era in quel momento reggente in nome del figlio Carlo II (n. 1799, m. 1883). La proposta del Galier venne valutata prima da Francesco Del Furia (n. 1803, m. 1856), prefetto della Biblioteca Laurenziana, e poi da Tommaso Puccini, il quale redasse in quell’occasione la relazione già citata. A seguito del parere assolutamente positivo di entrambi, il 15 settembre dello stesso anno la regina Maria Luisa acquistò tutti e tre i manoscritti proposti dal Galier. Il Libro d’Ore di Vrelant venne pagato trenta zecchini d’oro ed entrò nella Biblioteca Medicea Laurenziana il 22 novembre del 1806, dove si trova tuttora. Gli venne assegnata la segnatura Doni e Acq. 147, rimasta sostanzialmente invariata salvo il fatto che il fondo è stato poi chiamato Acq. e Doni. Un’iscrizione posta sulla seconda carta di guardia anteriore certifica l’acquisto da parte di Maria Luisa e la successiva donazione alla Biblioteca Laurenziana.
GENERE – Cristianesimo, Libri di devozione privata.
CONTENUTO – Calendario (cc. 3r-14v), Officio della Santa Croce (cc. 15r-25v), Officio dello Spirito Santo (cc. 27r-30v), Messa della Beata Vergine Maria (cc. 31r-36r), Pericopi dei Vangeli (cc. 36r-39v), Officium Beatae Mariae Virginis secundum usum romanum (cc. 41r-89v), Messa della Beata Vergine Maria per tutto l’Avvento (cc. 91r-97r), orazione «Obsecro te» (cc. 99r-101v), orazione «O intemerata» (cc. 102r-103v), Salmi Penitenziali (cc. 106r-120v), Officio dei morti (c. 122), Memoria della Santa Trinità (c. 154), orazioni varie (cc. 155r-160r), Suffragi dei Santi (cc. 162r-179v), Tavola della fede cristiana (cc. 180r-185v), orazioni varie (cc. 186r-192r), Memoria di San Germano (c. 192v).
LINGUA – Latino, Francese.
SCRITTURA – Littera textualis liturgica.
COPISTA – La copiatura è stata attribuita ad un unico copista di area nordica, rimasto anonimo.
DECORAZIONE – Il calendario è illustrato con 24 vignette: come era consuetudine nei libri d’ore, per ogni mese è raffigurato il relativo segno zodiacale e l’attività che solitamente veniva svolta in quel periodo dell’anno. Le miniature a piena pagina sono ben 23: Cattura di Cristo (c. 14v), Flagellazione (c. 16v), Via Crucis (c. 18v), Sepoltura (c. 22v), Discesa dello Spirito Santo (c. 24v), Vergine con il Bambino (c. 20v), Annunciazione (c. 38v), Visitazione della Beata Vergine Maria (c. 52v), Natività (c. 61v), Annunciazione ai pastori (c. 66v), Adorazione dei Magi (c. 70v), Massacro degli innocenti (c. 77v), Vergine con il Bambino e mezzaluna (c. 88v), Pietà (c. 96v), Davide in preghiera (c. 103v), Scena funebre (c. 119v), Trinità (c. 151v), Sant’Antonio, Santa Barbara e San Sebastiano (c. 160v), San Cristoforo, Santa Margherita e San Glaudio (c. 163v), San Giovanni, Santa Caterina e San Giovanni Battista (c. 166v), Sant’Adriano, San Nicola e Sant’Agnese (c. 169v), San Lazzaro, Santo Stefano e Santa Maria Maddalena (c. 172v), Tutti i Santi (c. 175v). La decorazione marginale del codice svolge un ruolo niente affatto secondario. Ogni carta è infatti decorata con elaborate cornici fitomorfe spesso impreziosite da raffinate drôlerie, in cui la personalità artistica del Vrelant trova piena espressione – come possiamo riscontrare anche in altri suoi lavori. Da segnalare anche la considerevole quantità di iniziali miniate.
MINIATORI – Le miniature sono il risultato della cooperazione di due artisti. Willem Vrelant (n. ?, m. ca. 1481), ha realizzato la maggior parte dei marginalia – e quindi anche delle mirabili drôlerie – e una miniatura a piena pagina (Vergine con Bambino, c. 20v). Originario di Utrecht, ma di stanza a Bruges dal 1454, Vrelant è considerato uno dei più importanti miniatori fiamminghi della seconda metà del XV secolo. Non è superfluo accennare al fatto che il ms. Acq. e Doni 147 della Laurenziana non rappresenta l’unico caso in cui Vrelant volle demandare ad altri miniatori l’esecuzione delle miniature a piena pagina. Le altre 22 miniature a piena pagina sono state realizzate dal Maestro delle Ore Llangattock, un miniatore attivo a Bruges e che deve il suo nome convenzionale a un libro d’ore della collezione del barone Llangattock (Los Angeles, The J. Paul Getty Museum, ms. Ludwig IX 7) in cui collaborò con diversi miniatori, tra cui lo stesso Vrelant. Il Maestro delle Ore di Llangattock è stato uno dei protagonisti della «courant eyckien» della miniatura di Bruges degli anni 1440-1460, seguaci del pittore belga Jan van Eyck (n. 1390, m. 1441).
STILE – Rinascimento nordico.

Scheda tecnica: Illuminated Facsimiles

Wyelant, Wielant, Wilhem Vreylands, Wrelant

EDIZIONE IN FACSIMILE

Riproduzione a colori a grandezza naturale dell’intero documento originale – Il facsimile riproduce il più fedelmente possibile le caratteristiche materiali del documento originale allo scopo di sostituirlo nella ricerca scientifica e nelle raccolte del collezionista bibliofilo. La rifilatura e la composizione delle carte riproducono il profilo e la fascicolazione del documento originale. La rilegatura corrisponde a quella del documento originale così come si presenta nel momento attuale.
EditoreUTET (Torino, 2005).
Tiratura limitata – L’Editore certifica che la riproduzione in facsimile del codice miniato «Il Libro d’Ore di Vrelant» è stata realizzata in tiratura limitata unica nel mondo di 499 copie in cifre arabe e XXXI in cifre romane riservate all’Editore, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.
Certificato di autenticità – Il certificato di autenticità con stampato il numero di copia è allegato al colophon del facsimile.
Supporto – Carta pergamenata.
Legatura – Legatura in pelle, con impressioni a secco e bindelle di chiusura, corrispondente a quella del manoscritto originale.
Commentario – Volume di commento in italiano, formato 18 x 28 cm, 132 pagine. Presentazione di Franca Arduini (Direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana). Saggi di Franco Migiarra, Ida Giovanna Rao, Bernard Bousmanne.
ISBN – 88-02-07414-3.

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