Libro d’Ore di Modena

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Libro d’Ore di Modena

TITOLI ALTERNATIVI – Libro d’Ore di Modena – Libro d’Ore del Maestro di Modena – Master of Modena Hours – Modena Book of Hours – Livre d’Heures de Modène – Libro de Horas del Maestro de Módena – Modena-Stundenbuch – Stundenbuch von Modena.
CARATTERISTICHE – Manoscritto membranaceo, formato 210 x 150 mm, 272 carte (544 pagine).
LEGATURA – Coperta in raso di seta cremisi, con cornici a motivi vegetali ricamate lungo il perimetro dei due piatti. Un medaglione tondo, contornato da fiori e nastri intrecciati, è stato posto al centro dei piatti anteriore e posteriore: sul davanti è raffigurato il volto della Madonna, sul retro uno stemma araldico. Il dorso è decorato con un ricamo sempre a motivi vegetali, distribuito su cinque spazi orizzontali, mentre il taglio dei fogli è stato dorato e decorato. Nel 2005 la legatura è stata sottoposta a restauro. La questione della manifattura e datazione della coperta è un tema ancora dibattuto. L’unico dato certo è che l’attuale legatura è posteriore alla realizzazione del codice, anche se un primo rivestimento in tessuto venne approntato già del 1391. Inoltre i tondi centrali sono stati cuciti sulla legatura solo molto tempo dopo la loro realizzazione. Lo stemma araldico sul retro sembra corrispondere a quello della famiglia Bembo di Venezia, circostanza che farebbe risalire l’attuale legatura al più tardi al XVI secolo.
ORIGINE – Il manoscritto è stato realizzato in Italia, più specificatamente in ambito lombardo. Tale provenienza è attestata anche dalla selezione di santi e beati che si è deciso di raffigurare (Sant’Ambrogio, ad esempio, compare in più di una miniatura).
DATAZIONE – Fine del XIV secolo (1390). Si veda a tale proposito la c. 59v «Incipit offitium de spiritu sancto. Anno domini millesimo trecentessimo nono […]».
COMMITTENZA – Il committente fu un nobile milanese, Balzarino da Pusterla (1340-1407), uomo di corte stimato e vicino a Gian Galeazzo Visconti (1351-1402) e poi a suo figlio Giovanni Maria Visconti (1388-1412). Il nome di Balzarino (semplicemente con la iniziale B oppure come “balzarrinus”) compare più volte nel testo ed il suo ritratto a mani giunte è inserito in una iniziale figurata alla c. 71v. Oggi potremmo osservare anche lo stemma d’oro all’aquila nera dei Pusterla, sul fondo della c. 13r che apre l’Ufficio della Vergine, se non fosse stato coperto in epoca successiva da uno stemma probabilmente riconducibile ai Bembo di Venezia.
PROPRIETARI SUCCESSIVI – Il manoscritto subì diversi passaggi di proprietà. La presenza dello stemma ricamato al dorso della coperta, da confrontare con quello alla c. 13r, testimonia la probabile appartenenza alla famiglia Bembo (XV-XVI secolo). Nel Settecento il codice entra nella collezione del marchese Tommaso Obizzi del Catajo (1750-1802), di cui possiamo osservare un ex libris applicato al foglio di guardia posteriore. Alla morte del marchese la sua raccolta di oltre 300 codici passò per successione testamentaria al duca di Modena e Reggio Francesco IV d’Austria-Este (1779-1846), per poi entrare a far parte della biblioteca degli Estensi nel 1817.
COLLOCAZIONE ATTUALE – Il manoscritto è attualmente conservato presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena, contrassegnato nel catalogo dei manoscritti latini con il numero d’ordine 842 e con la collocazione topografica α.R.7.3.
GENERE – Cristianesimo, Libri di devozione privata.
CONTENUTO – I libri d’ore erano dei compendi di preghiere e testi devozionali ad uso dei laici, molto in voga in epoca medievale. Il nucleo centrale era costituito dall’Officium Beatae Mariae Virginis, frequentemente accompagnato da altri testi. In apertura del Libro d’Ore di Modena troviamo il Calendario (cc. 1r-12v), che veniva spesso anteposto al ciclo di preghiere: il fedele lo consultava per ricordare i giorni dell’anno dedicati al culto dei santi e alle feste principali della Chiesa. Dopo il Calendario e l’Ufficio della Vergine, seguono: l’Ufficio dello Spirito Santo, i Salmi penitenziali, le Litanie dei santi, alcune preghiere, le Pericopi evangeliche, l’Ufficio della Passione e quello dei Defunti, altre 28 orazioni rivolte ai santi raffigurati nelle miniature a piena pagina. Il manoscritto contiene anche alcune messe, il che significa che Balzarino lo aveva commissionato con l’intenzione di utilizzarlo (e farlo ammirare) anche in chiesa. Alla fine del codice è stato inserito un calendario perpetuo ed una tavola per il computo della Pasqua (cc. 255r-272v). Alla c. 267r Anselmo Rozio, avvocato concistoriale, dichiara di trovarsi a Tivoli e di aver redatto il computo nel luglio del 1390, mentre a Roma imperversava la peste.
LINGUA – Latino.
SCRITTURA – Gotica rotonda.
DECORAZIONE – Il codice conta 28 miniature a piena pagina, dedicate alle festività dell’anno liturgico e ad alcuni santi (cc. 226v-254v). Episodi per lo più tratti dal Nuovo Testamento sono raffigurati in 21 grandi capilettera istoriati, spesso arricchiti da cornici con fregi a motivi vegetali che impreziosiscono l’intero perimetro della pagina. Iniziali di diversa fattura si susseguono nelle pagine del manoscritto: iniziali decorate all’incipit di ogni capoverso, iniziali calligrafiche in blu o in oro all’inizio delle frasi e all’incipit delle suddivisioni minori, iniziali rubricate in rosso.
ARTISTA – Tomasino da Vimercate. Spesso citato come il Maestro del Libro d’Ore di Modena, si formò nella bottega di Giovannino de’ Grassi, e fu molto prolifico a Milano nei decenni a cavallo del 1400. Tomasino prese anche parte, seppure in via del tutto secondaria, alla realizzazione di alcune miniature del Libro d’Ore Visconti.
STILE – Gotico.
LINK ESTERNI – Biblioteca Estense Universitaria (manoscritto digitalizzato).

Scheda tecnica: Illuminated Facsimiles

14° secolo; officiolo; uffiziolo

EDIZIONE IN FACSIMILE

Riproduzione a colori a grandezza naturale dell’intero documento originale. Il facsimile riproduce il più fedelmente possibile le caratteristiche materiali del documento originale allo scopo di sostituirlo nella ricerca scientifica e nelle raccolte del collezionista bibliofilo. La rifilatura e la composizione delle carte riproducono il profilo e la fascicolazione del documento originale. La rilegatura corrisponde a quella del documento originale così come si presenta nel momento attuale.
EditoreIl Bulino edizioni d’arte (Modena, 2008).
Collana – Ars Illuminandi.
Tiratura – Tiratura unica e irripetibile di 499 esemplari numerati e certificati.
Certificato – Il certificato di autenticità con il numero di copia e la firma di Roberto Bini per Il Bulino edizioni d’arte è applicato sulla controguardia all’interno del piatto posteriore.
Stampa – Stampa offset con utilizzo del retino stocastico o a modulazione di frequenza.
Legatura – Copertina in seta con ricami ornamentali e finiture sui piatti e sul dorso. Busto della Vergine ricamato sul piatto superiore, stemma gentilizio su quello inferiore.
Commentario – Volume di commento in italiano, formato in-ottavo, 127 pagine, foto a colori nel testo. Presentazione e testi di Aurelio Aghemo, Paola Di Pietro Lombardi, Giuseppa Z. Zanichelli, Milena Ricci, Angela Lusvarghi, Ivana Micheletti, Ernesto Milano, Roberto Bini. ISBN 88-86251-73-4.
Cofanetto – Espositore girevole in plexiglas.
ISBN – 88-86251-65-3.

Copyright foto: Illuminated Facsimiles, Il Bulino edizioni d’arte

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